Distorted faces and bizarre characters in Ditha de Rablo’s Gagaism, an exhortation not to be afraid to be oneself

Volti distorti e personaggi bizzarri nel Gagaismo di Ditha de Rablo, un’esortazione a non temere di essere se stessi

Il tema dell’espressione del proprio essere, della propria interiorità o approccio all’esistenza è qualcosa su cui molti artisti contemporanei si confrontano spesso, tendendo a lasciar fuoriuscire tutto quel mondo emozionale che al di fuori della tela o della materia scultorea non sarebbero in grado di manifestare; questo perché la superficie grezza appare come una finestra di dialogo con se stessi, un modo per esplorare quelle sensazioni intime che solo nell’atto creativo trovano la loro voce. Lo stile espressivo diviene dunque semplicemente un mezzo affine alla personalità dell’esecutore dell’opera, a volte più impulsivo, altre più razionale, altre ancora più intimista. Nel caso della protagonista di oggi invece, l’approccio pittorico è lo strumento per narrare quella stranezza appartenente a ciascun individuo ma che difficilmente l’essere umano è in grado di accettare e di ammettere, persino con se stesso.

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Gefangen im eigenen Kopf.

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